A quel tempo cercava lavoro e non trovò niente di meglio che
presentare domanda agli scalcinati uffici della "Misteri e Affini”, la
squadra d’investigatori dell’impossibile. Il biondo che si presentò come Fred
Jones gli tese la mano ed esaminò superficialmente il suo curriculum, prima di
decretare con sufficienza che andava bene per il ruolo, e il ruolo era quello
di portare a pisciare il cane.
Il cane, Scooby Doo, era un grosso alano castrato che faceva
da mascotte agli inverosimili detective. La squadra invece era composta oltre
che dal biondo, anche da due ragazze: Daphne, la fregna stratosferica e Velma,
la classica stronza occhialuta con la frangetta e la vocetta impertinente. Fred
spiegò che il padrone di Scooby Doo, un fattone di nome Shaggy, era da poco
venuto a mancare, l’avevano trovato annegato nel suo stesso vomito nei bagni di
una discoteca per froci.
“Dopo la scomparsa di Shaggy volevamo smettere” disse Daphne,
“sai, per rispetto.”
“Però abbiamo visto che la gente ha bisogno di noi, ci sono
troppi casi misteriosi irrisolti” disse Velma, con quel suo tono saccente.
Poi improvvisamente...
(Mistero)
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