giovedì 17 settembre 2015

RAGAZZA DI EST CERCA UOMINI SOLI SOTTO FOLTI BAFFI SCURI

Mio nome è Ramona Bulat, e mia bottiglia di samagonka è vuota. Oggi è giorno brutto come faccia di zingaro, con cielo scuro e nuvole grosse come smagliature su culo di sposa.

Ascolta mia storia o ti spacco la bottiglia in testa e con i cocci ti stacco gli occhi.

Io vengo di Moldavia. Quando mia madre sgrava di me, sgrava anche vecchia asina che si diceva non poteva più fare figli, e allora c’è grande festa in tutta Tiraspol. Si dice “Questa è nascita fortunata, questa diventerà grande personalità in Moldavia”, infatti figlio di asina è poi diventato Presidente di Repubblica molto amato da tutti. Io invece sempre fatto la fame e preso bastonate, così sono cresciuta forte e coi giusti principi. Io fatto prostituzione dell’obbligo fino a maggiore età e poi io sposata a un pastore. Avevo più bel culo di Tiraspol, ancora non tutto sfondato perché roba sovietica è roba che dura.

Infanzia in Tiraspol


Mio matrimonio con pastore Borv è grande super festa a Tiraspol. Molto meglio di brutte feste italiane con petardi e fuochi d’artificio. Sindaco di paese, spara veri razzi regalati da Stalin e incendia un fienile uccidendo sei mucche e due contadini che erano andati a fare fik fik tra la paglia. Alla mattina di giorno dopo, pastore Borv è così ubriaco che lui incula vecchia asina, e io è così ubriaca che non mi offende per il fatto che pastore Borv non s’è accorto di differenza.
Poi il giorno dopo, pastore Borv e vecchia asina ritornati a fare fik fik e ci prendono anche gusto. Allora io picchia marito, poi marito picchia me, poi io picchia asina, asina picchia marito, marito picchia tutti con martello, e poi prende me e impicca ad albero in giardino e questo io interpreto come crisi coniugale, e fa divorzio.

Uomini di Moldavia tutti stronzi. Io crede che uomini di Italia non è stronzi come uomini di Moldavia, allora io emigra in Italia. Io percorre tutta strada a piedi, perché in Moldavia nostro Presidente asino ha fatto legge che abolisce la ruota, e io rispetta tradizioni di mio paese, quindi io no prende veicoli con ruota illegale. Appena io arriva in Italia, uomini d’Italia tratta me come una straniera, quindi io capisce che uomini d’Italia è tutti stronzi.
Per vivere dò un po’ la fica in cambio di cibo e uomini d’Italia tratta me come una puttana. Uomini d’Italia è molto più stronzi di uomini di Moldavia.

Tu ascolta me, brutto faccia di merda, o io schiaccia tua testa come noce tra mie grosse tette.
Mia storia arriva al punto in cui io è in Italia. Io stanca di mangiare poco cibo e tanti cazzi di uomini italiani stronzi. Io decide, quindi, di seguire vocazione che tutte noi donne di Moldavia ha: io diventa badante.

Io trova un mio vecchio. Mio vecchio è uomo italiano con cazzo moscio e denti tutti finti in bocca, come se zingari hanno rubato lui dente d’oro ma non si sa mai, prendiamo anche tutti gli altri che facciamo giornata.
Mio vecchio è tutto pieno di rughe e con pochi capelli in testa, lui è fermo fuori dal negozio di farmacia, perché puttana di Romania va a comprare sue pillole, poi dice che torna.
Mio vecchio non si muove con piedi, ma ha ruote di carrozzina. Io guida mio vecchio lontano di puttana di Romania senza che lei se ne accorge, e da quel momento lei ha perso vecchio che diventa mio vecchio MIO.
Vecchio urla “lasciami andare! Aiuto! Mi rapisce!”. Io non capisce cosa cazzo dice perché non so l’italiano, perché io parla moldavo, rumeno e linguaggio delle capre, imparato quando stavo a Tiraspol.
“Tu no urla, vecchio di merda!”, io dice con pazienza. “Tu caga, io cambia, tu ricaga, io ricambia, poi tu paga!”.
Dopo che io spiega le regole, io ha lavoro di badante. Io fa anche palpare tette a vecchio se lui fa il buono. Tette sì, fica no. Io è badante, no puttana, no rumena.

Ora noi è arrivati al motivo per cui io raccontato te tutta mia storia di mia vita. Dopo due anni da badante per mio vecchio, oggi lui muore. Io pulito tutte sue cacche e sempre dato cibo e annaffiato lui così cresce. Io un po’ triste, perché io passato tanto tempo con lui e lui mai ha picchiato me con cocci di bottiglia, mattoni, bastone, mai lui voluto impiccare me, mai lui butta sigarette negli occhi, lui no violenta me, lui no dice “zitta puttana!” o vende miei organi a zingari. Lui non ha mai fatto nessuna di queste cose che in Moldavia fanno gli uomini quando sono riconoscenti o innamorati. Io molto arrabbiata, vecchi italiani è tutti stronzi.

Io molto ho cercato di fare che mio vecchio sposa me. Io sposa per mettere in regola permesso di soggiorno, per far venire mia madre da Tiraspol, e mia zia Olga, e il figlio di mio fratello Olav che è sordo perché gli è esploso un razzo vicino a orecchi il giorno del mio matrimonio.
Io volevo sposare mio vecchio ma adesso lui è duro come cazzo di zingaro arrapato davanti a una sacca d’oro, io no posso sposare mio vecchio morto.

Oggi è giorno di schifo come paese di Romania o come baffi degli uomini d’Italia. Schifo. E mia bottiglia di samagonka è vuota.

E tu che cazzo hai da guardare? Io ho detto mia storia della vita, no voglio sapere tua vita di merda. E poi, io non ho tempo da perdere. Devo cercare un mio vecchio nuovo o almeno un uomo con i baffi che mi picchi e mi dia cibo. Và via.


Uomini d’Italia non capisce un vladrobzko.


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