lunedì 7 settembre 2015

UN CAPOLAVORO PERDUTO

“ Buongiorno a tutti, uomini, donne, bambini, vecchi paralitici aggrappati come edere alle vostre sedie a dondolo, rossi, gialli, mormoni, sfigati, falliti, testimoni di Geova, gemelli di un assassino di neonate, violentatori, untori, parrucchieri, pirati della Malesia, papi, miserabili che dei fratelli Marx preferiscono Harpo a Groucho, francesi, barbapapà, pezzenti, punkabbestia, Pippo Baudo, onanisti, bestie di Satana, fratelli di un Piercarlo a caso, cretini in generale. Spero di avervi menzionati tutti, così almeno una volta nella vita potete sentirvi importanti. Come avrete capito, sono l’arcinoto giornalista radiofonico Mario Lucido, e questa è Radio Mario Lucido, la mia radio privata! Non so per quale motivo anche questa mattina avete avuto l’idea balorda di accendere la radio invece che il più comune mezzo di comunicazione del ventunesimo secolo, il televisore… Volete fare i diversi? Non avete soldi per permettervi la tv? Siete ciechi? Spero che siate ciechi, così posso deridervi, pensandovi mentre cercate di pisciare nel buco e ve la fate sui pantaloni. Adesso basta chiacchiere, io sono Mario Lucido e voi non siete nessuno, quindi chi se ne frega di chi siete, come state o quanto siete deprimenti da 9 a 10 con tutti i vostri problemi, incominciamo con la mia super trasmissione, il Mario Lucido Show! Gli ospiti di oggi sono l’uomo che si è nascosto in una scoreggia, un muto che indossa una muta da sub, l’inconscio, la pace nel mondo e il giovane scrittore Vantin. I primi quattro ospiti non hanno niente da dirci quindi gli pregherei cortesemente di andare a cagare, e con sollecitudine. Veniamo al clou del programma, il giovane scrittore dalla faccia come un culo, Vantin! ”

“ Buona giornata a tutti gli ascol… ”

“ Siamo lieti di avere ospite a questa trasmissione una merda di così grosso calibro come voi! Fortunatamente il nostro è un programma radiofonico, gli spettatori devono tediarsi con la vostra voce ridicola, signor Vagin, ma almeno hanno la fortuna di non sentire il tanfo che emanate! Pensate che strage, se tutti quelli che qui in studio vi siedono di fianco non avessero la maschera antigas! Suvvia, accomodatevi su quella poltrona, fate come se foste a casa vostra, quella bettola piena d’insetti, pattume e siringhe usate! ”

“ Vi ringrazio, sapete benissimo mettere a loro agio le persone, io… ”

“ Ah, allora riuscite anche a parlare, pensavo che quei versi sconnessi che avevate emesso prima fossero rumori molesti prodotti dal vostro culo superiore, quello con gli occhi. Chissà poi com’è stato possibile che voi siate diventato uno scrittore, avete lo stesso sguardo sveglio di un totano. Comunque complimenti. Intanto raccontateci di tutte le opere che avete pubblicato, e spiegateci come siete riuscito a scrivere libri pur non sapendo leggere né articolare una frase di senso compiuto. ”

“ Ho scritto già due romanzi, stroncati unanimemente da pubblico e critica. “Vorrei una Quattro Stagioni” e “Secondo me Zuzzurro faceva più ridere di Gaspare”, in realtà sono penosi come quando lei, signor Lucido, si guarda nudo allo specchio. Mi considero, e a ragione, uno dei più grandi scrittori contemporanei, per via del grande capolavoro che stavo scrivendo. Un capolavoro perduto che non potrò mai più ricreare tale e quale: l’ampia dottrina, il sogno magnifico di rifare il mondo, il vizio candido dell’utopia avevano finalmente trovato una via espressiva nel mio dolce stile manierato. Ah, se penso a quell’opera esemplare che scrissi, dove nella finzione narrativa mi figuravo (e mi riconoscevo) predestinato da Dio a un viaggio mistico. Così come Enea, il pio eroe di Virgilio fu chiamato a dare fondamento all’Impero romano e a portare nel mondo la civiltà, così come San Paolo fu eletto a diffondere nel mondo la verità cristiana, io, mi sognai il prescelto per salvare il mondo dal baratro di corruzione in cui è caduto e giace tuttora. Pensi, signor Lucido, che la trama del mio romanzo, che definirei più un poema, era un viaggio nell’oltretomba, in cui veniva analizzato il male, la corruzione orrenda del mondo, il cammino per cui, attraverso l’espiazione, si potesse giungere alla gloria del cielo; comunque anche un viaggio di una redenzione individuale e insieme di un riscatto universale… Una rigenerazione insomma, che attraverso il mio destino si trasmettesse a tutta l’umanità, una storia d’anima che coinvolgesse il mondo intero. Purtroppo, come ho già detto, il manoscritto originale è stato perduto. Ingoiato dalla mia bisnonna, in un momento di voracità. Ho persino rovistato tra le sue feci, ma non ho ritrovato nemmeno un brandello di una delle numerose pagine che avevo completato. Eh sì, perchè avevo in mente di fare una trilogia della mia opera, come “Il Signore degli Anelli”, ed ero quasi alla fine del primo volume. ”

“ Un poema su un viaggio nell’oltretomba, diviso in tre volumi… Molto originale, non c’è che dire. State scherzando, vero? ”

“ Certo che no. Il primo volume, avevo scelto di chiamarlo “L’Interno”, perché ad eccezione della scena iniziale, si svolgeva tutto all’interno di gallerie sotterranee. Il primo capitolo iniziava nel momento in cui io, smarrito in una “selva oscura”, vedevo un “dilettoso” colle splendere al sole: una metafora per indicare lo stato d’animo d’ignoranza ed errore che vede la possibile redenzione. Sono molto bravo con le metafore. Per esempio, per dire che lei è una testa di minchia, non dico che lei è una testa di minchia, ma dico che lei somiglia a un fabbro che si scaccola prendendosi a martellate sul naso. Torniamo al primo capitolo, al punto in cui io ero sperduto e spaventato nel bosco. Sembrerebbe un po’ l’incipit di “Biancaneve e i sette nani”, ma il tono dark è completamente diverso. Beh, all’improvviso giunge un poeta famosissimo, che sarebbe diventato la mia guida nel viaggio nell’oltretomba. Avevo pensato, né più né meno che a Zucchero Fornaciari, per i suoi versi immortali come “con le mani sbucci le cipolle”, ma poi ho deciso di stare sul classico e ho pensato a Virgilio, all’Eneide. A questo punto Virgilio ed io entriamo all’interno, in un complesso sistema di cunicoli sotterranei che compongono l’oltretomba. I primi zombie che il mio personaggio incontra (avrebbe incontrato tanti morti viventi), sono coloro che in vita erano maligni o riprovevoli, insomma, a partire dagli zombie ignavi, il mio personaggio si sarebbe incontrato con zombie golosi, poi avari, iracondi, eresiarchi, violenti, fraudolenti, traditori e in mezzo a loro, ridotto a mostro, Lucifero che tradì Dio.
Terminato il viaggio nell’interno, il mio alter ego sarebbe uscito all’esterno “a riveder le stelle”, e lì sarebbe finita la prima parte, e avrei aspettato di incassare i miliardi prima di far pubblicare il sequel, più o meno come quella tizia che ha scritto tutti gli Harry Potter. Che glie ne pare? ”

“ Le faccio una sola domanda. Il nome “Dante Alighieri” le ricorda qualcosa? ”

“ No. ”


“ Allora può togliersi dai coglioni e andarsene! Pubblicità, restate sintonizzati, tra poco sarà presente in studio un uomo che ha l’orchite da ben sei anni!”


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