“ Buongiorno a tutti, uomini, donne, bambini, vecchi paralitici
aggrappati come edere alle vostre sedie a dondolo, rossi, gialli, mormoni,
sfigati, falliti, testimoni di Geova, gemelli di un assassino di neonate,
violentatori, untori, parrucchieri, pirati della Malesia, papi, miserabili che dei
fratelli Marx preferiscono Harpo a Groucho, francesi, barbapapà, pezzenti,
punkabbestia, Pippo Baudo, onanisti, bestie di Satana, fratelli di un Piercarlo
a caso, cretini in generale. Spero di avervi menzionati tutti, così almeno una
volta nella vita potete sentirvi importanti. Come avrete capito, sono
l’arcinoto giornalista radiofonico Mario Lucido, e questa è Radio Mario Lucido,
la mia radio privata! Non so per quale motivo anche questa mattina avete avuto
l’idea balorda di accendere la radio invece che il più comune mezzo di
comunicazione del ventunesimo secolo, il televisore… Volete fare i diversi? Non
avete soldi per permettervi la tv? Siete ciechi? Spero che siate ciechi, così
posso deridervi, pensandovi mentre cercate di pisciare nel buco e ve la fate
sui pantaloni. Adesso basta chiacchiere, io sono Mario Lucido e voi non siete
nessuno, quindi chi se ne frega di chi siete, come state o quanto siete deprimenti
da 9 a 10 con tutti i vostri problemi, incominciamo con la mia super
trasmissione, il Mario Lucido Show! Gli ospiti di oggi sono l’uomo che si è
nascosto in una scoreggia, un muto che indossa una muta da sub, l’inconscio, la
pace nel mondo e il giovane scrittore Vantin. I primi quattro ospiti non hanno
niente da dirci quindi gli pregherei cortesemente di andare a cagare, e con
sollecitudine. Veniamo al clou del programma, il giovane scrittore dalla faccia
come un culo, Vantin! ”
“ Buona giornata a tutti gli ascol… ”
“ Siamo lieti di avere ospite a questa trasmissione una
merda di così grosso calibro come voi! Fortunatamente il nostro è un programma
radiofonico, gli spettatori devono tediarsi con la vostra voce ridicola, signor
Vagin, ma almeno hanno la fortuna di non sentire il tanfo che emanate! Pensate
che strage, se tutti quelli che qui in studio vi siedono di fianco non avessero
la maschera antigas! Suvvia, accomodatevi su quella poltrona, fate come se
foste a casa vostra, quella bettola piena d’insetti, pattume e siringhe usate!
”
“ Vi ringrazio, sapete benissimo mettere a loro agio le
persone, io… ”
“ Ah, allora riuscite anche a parlare, pensavo che quei
versi sconnessi che avevate emesso prima fossero rumori molesti prodotti dal
vostro culo superiore, quello con gli occhi. Chissà poi com’è stato possibile
che voi siate diventato uno scrittore, avete lo stesso sguardo sveglio di un
totano. Comunque complimenti. Intanto raccontateci di tutte le opere che avete
pubblicato, e spiegateci come siete riuscito a scrivere libri pur non sapendo
leggere né articolare una frase di senso compiuto. ”
“ Ho scritto già due romanzi, stroncati unanimemente da
pubblico e critica. “Vorrei una Quattro Stagioni” e “Secondo me Zuzzurro faceva
più ridere di Gaspare”, in realtà sono penosi come quando lei, signor Lucido,
si guarda nudo allo specchio. Mi considero, e a ragione, uno dei più grandi
scrittori contemporanei, per via del grande capolavoro che stavo scrivendo. Un
capolavoro perduto che non potrò mai più ricreare tale e quale: l’ampia dottrina,
il sogno magnifico di rifare il mondo, il vizio candido dell’utopia avevano
finalmente trovato una via espressiva nel mio dolce stile manierato. Ah, se
penso a quell’opera esemplare che scrissi, dove nella finzione narrativa mi
figuravo (e mi riconoscevo) predestinato da Dio a un viaggio mistico. Così come
Enea, il pio eroe di Virgilio fu chiamato a dare fondamento all’Impero romano e
a portare nel mondo la civiltà, così come San Paolo fu eletto a diffondere nel
mondo la verità cristiana, io, mi sognai il prescelto per salvare il mondo dal
baratro di corruzione in cui è caduto e giace tuttora. Pensi, signor Lucido,
che la trama del mio romanzo, che definirei più un poema, era un viaggio nell’oltretomba,
in cui veniva analizzato il male, la corruzione orrenda del mondo, il cammino
per cui, attraverso l’espiazione, si potesse giungere alla gloria del cielo;
comunque anche un viaggio di una redenzione individuale e insieme di un
riscatto universale… Una rigenerazione insomma, che attraverso il mio destino
si trasmettesse a tutta l’umanità, una storia d’anima che coinvolgesse il mondo
intero. Purtroppo, come ho già detto, il manoscritto originale è stato perduto.
Ingoiato dalla mia bisnonna, in un momento di voracità. Ho persino rovistato
tra le sue feci, ma non ho ritrovato nemmeno un brandello di una delle numerose
pagine che avevo completato. Eh sì, perchè avevo in mente di fare una trilogia
della mia opera, come “Il Signore degli Anelli”, ed ero quasi alla fine del
primo volume. ”
“ Un poema su un viaggio nell’oltretomba, diviso in tre volumi…
Molto originale, non c’è che dire. State scherzando, vero? ”
“ Certo che no. Il primo volume, avevo scelto di chiamarlo
“L’Interno”, perché ad eccezione della scena iniziale, si svolgeva tutto
all’interno di gallerie sotterranee. Il primo capitolo iniziava nel momento in
cui io, smarrito in una “selva oscura”, vedevo un “dilettoso” colle splendere al
sole: una metafora per indicare lo stato d’animo d’ignoranza ed errore che vede
la possibile redenzione. Sono molto bravo con le metafore. Per esempio, per
dire che lei è una testa di minchia, non dico che lei è una testa di minchia, ma
dico che lei somiglia a un fabbro che si scaccola prendendosi a martellate sul
naso. Torniamo al primo capitolo, al punto in cui io ero sperduto e spaventato
nel bosco. Sembrerebbe un po’ l’incipit di “Biancaneve e i sette nani”, ma il
tono dark è completamente diverso. Beh, all’improvviso giunge un poeta
famosissimo, che sarebbe diventato la mia guida nel viaggio nell’oltretomba. Avevo
pensato, né più né meno che a Zucchero Fornaciari, per i suoi versi immortali
come “con le mani sbucci le cipolle”, ma poi ho deciso di stare sul classico e
ho pensato a Virgilio, all’Eneide. A questo punto Virgilio ed io entriamo
all’interno, in un complesso sistema di cunicoli sotterranei che compongono
l’oltretomba. I primi zombie che il mio personaggio incontra (avrebbe
incontrato tanti morti viventi), sono coloro che in vita erano maligni o
riprovevoli, insomma, a partire dagli zombie ignavi, il mio personaggio si sarebbe
incontrato con zombie golosi, poi avari, iracondi, eresiarchi, violenti,
fraudolenti, traditori e in mezzo a loro, ridotto a mostro, Lucifero che tradì
Dio.
Terminato il viaggio nell’interno, il mio alter ego sarebbe
uscito all’esterno “a riveder le stelle”, e lì sarebbe finita la prima parte, e
avrei aspettato di incassare i miliardi prima di far pubblicare il sequel, più
o meno come quella tizia che ha scritto tutti gli Harry Potter. Che glie ne
pare? ”
“ Le faccio una sola domanda. Il nome “Dante Alighieri” le
ricorda qualcosa? ”
“ No. ”

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