domenica 23 agosto 2015

ANACOLUTO DI NICOPOLI

Anacoluto (in greco Anakóluthon, "privo di un seguito"; Hierapolis, 50 circa – Nicopoli d'Epiro, 130 circa) è stato un filosofo greco antico, esponente del paradossismo di epoca romana.
Le notizie certe che si hanno sulla vita di Anacoluto sono molto poche. Di lui esistono pochissimi ritratti scultorei, e tutti di attribuzione incerta, spesso confusi con quelli di Epicuro se visti da dietro. La biografia del filosofo scritta da Flavio Arriano è andata perduta, o forse l'ha detto solo per giustificarsi non avendola mai finita. Metà degli studiosi sono concordi nel fissarne la nascita tra il 30 e il 100 d.C., gli altri tentano di indovinare a caso. Visse probabilmente sotto l’impero di Nerone, dei Flavi, di Traiano e di Adriano, ma a causa del suo carattere schivo e riservato, uscì raramente di casa. Nacque nella città di Ierapoli allora in Frigia, o comunque passò dalla locanda "Da Efisios", come si attesta dallo scontrino chilometrico di una cena non pagata, addebitata a suo nome. È anche documentato che Anacoluto fosse di madre schiava (un'iscrizione sui bagni di una stazione termale lo vuole figlio di genitori entrambi schiavi figli di Troia, città ove si combattè la celebre guerra) e che, nato schiavo lui stesso, tale sia rimasto per molti anni. Fu poi comprato da Ermafrodito, ex schiavo liberato divenuto la potente e ricchissima sexy segretaria di Nerone. Pare che Anacoluto fosse di salute cagionevole e fu descritto come zoppo o monco o cieco, oppure tutte questi difetti insieme. Celso accerta la versione che avesse spesso l'alito pesante. La schiavitù e la scarsa salute gli permisero comunque di coltivare la passione per la filosofia, di cui divenne un maestro indiscusso. Anacoluto rimase schiavo per tutta la giovinezza e, se prendiamo per buona la sua nascita verso il 50 d.C., fu liberato tra l'85 e il 90, anni in cui l’imperatore Domiziano cominciò a perseguitare i filosofi. In seguito al bando di Domiziano, Anacoluto si ritirò in Epiro, nella piccola città greca di Nicopoli. Qui si dedicò con successo all'insegnamento, aprendo una scuola filosofica che formò molti cinici, e fu infine chiusa dagli ispettori dell'igiene pubblica quando si sparse voce che si trattava in realtà di "molte ciMici".
Nei suoi ultimi anni di vita, nonostante le umili origini, Anacoluto ebbe grande fama come fine pensatore e stupì tutti i suoi contemporanei quando all'apice del successo, vanificò ogni sforzo riuscendo a dimostrare la sua non esistenza.


Da allora, non si seppe più niente di lui.


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