Anacoluto (in greco Anakóluthon, "privo di un
seguito"; Hierapolis, 50 circa – Nicopoli d'Epiro, 130 circa) è stato un
filosofo greco antico, esponente del paradossismo di epoca romana.
Le notizie certe che si hanno sulla vita di Anacoluto sono
molto poche. Di lui esistono pochissimi ritratti scultorei, e tutti di
attribuzione incerta, spesso confusi con quelli di Epicuro se visti da dietro.
La biografia del filosofo scritta da Flavio Arriano è andata perduta, o forse
l'ha detto solo per giustificarsi non avendola mai finita. Metà degli studiosi
sono concordi nel fissarne la nascita tra il 30 e il 100 d.C., gli altri
tentano di indovinare a caso. Visse probabilmente sotto l’impero di Nerone, dei
Flavi, di Traiano e di Adriano, ma a causa del suo carattere schivo e
riservato, uscì raramente di casa. Nacque nella città di Ierapoli allora in
Frigia, o comunque passò dalla locanda "Da Efisios", come si attesta
dallo scontrino chilometrico di una cena non pagata, addebitata a suo nome. È
anche documentato che Anacoluto fosse di madre schiava (un'iscrizione sui bagni
di una stazione termale lo vuole figlio di genitori entrambi schiavi figli di
Troia, città ove si combattè la celebre guerra) e che, nato schiavo lui stesso,
tale sia rimasto per molti anni. Fu poi comprato da Ermafrodito, ex schiavo
liberato divenuto la potente e ricchissima sexy segretaria di Nerone. Pare che
Anacoluto fosse di salute cagionevole e fu descritto come zoppo o monco o
cieco, oppure tutte questi difetti insieme. Celso accerta la versione che
avesse spesso l'alito pesante. La schiavitù e la scarsa salute gli permisero
comunque di coltivare la passione per la filosofia, di cui divenne un maestro
indiscusso. Anacoluto rimase schiavo per tutta la giovinezza e, se prendiamo
per buona la sua nascita verso il 50 d.C., fu liberato tra l'85 e il 90, anni
in cui l’imperatore Domiziano cominciò a perseguitare i filosofi. In seguito al
bando di Domiziano, Anacoluto si ritirò in Epiro, nella piccola città greca di
Nicopoli. Qui si dedicò con successo all'insegnamento, aprendo una scuola
filosofica che formò molti cinici, e fu infine chiusa dagli ispettori
dell'igiene pubblica quando si sparse voce che si trattava in realtà di "molte
ciMici".
Nei suoi ultimi anni di vita, nonostante le umili origini,
Anacoluto ebbe grande fama come fine pensatore e stupì tutti i suoi
contemporanei quando all'apice del successo, vanificò ogni sforzo riuscendo a
dimostrare la sua non esistenza.

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