sabato 1 agosto 2015

IL SECONDO BEST SELLER DI DIO

"By Jove, un pelo pubico della Regina nel mio the delle 17.00"
Philip Vantin si sforzò di celare una smorfia di disgusto, mentre intingeva la zolletta di zucchero nel liquido bollente, in mezzo al quale galleggiava quel pelo torto e scuro. Ovviamente, la proprietaria dell’oggetto galleggiante appena identificato non era Sua Maestà la Regina Elisabetta, bensì Regina Elisabetta, un transessuale che frequentava lo stesso lupanare in cui il devoto suddito albionico era venuto a soddisfare le sue inconfessabili pruderie.
Dopo aver rimosso il villo dalla tazzina, Philip Vantin si concesse un attimo ancora per pensare alla sua amata Monarchia. Certo, se si fosse trattato di un pelo di Sua Altezza, lui l'avrebbe succhiato voluttuosamente, come si fa con uno spaghetto al sugo di pomodoro. Dal letto adiacente, l'enorme focena che aveva noleggiato fino alle 18.25 emetteva grida trillanti.
"Amò, vieni, che sono tutta avvampata!"

Occorre che sappiate, cari lettori, che Philip Vantin era un modesto scribacchino. Appassionato di fantascienza e poliziesco, tra i suoi lavori più recenti vi erano romanzetti tascabili come "Sette per l'infinito contro gli squali martello galattici da un'altra dimensione spaziotemporale", "Macchinazione sovietica nell'isola delle svastiche giganti" eccetera. Una professione che gli permetteva appena di pagare il suo dignitoso appartamento, il cibo per il gatto e di rinnovare la tessera d'iscrizione all'Argonauts Club. Con la diretta conseguenza che per le puttane rimanevano solo gli spiccioli... Comparando peso / convenienza in termini di sterline, Philip Vantin era sicuro di fare sempre la scelta giusta, nell'accaparrarsi le battone più obese e più a buon mercato. Forte delle sue convinzioni, si trovava quindi di fronte al più grasso corpo di femmina da meretricio, o per meglio dire di balena arenata.

Philip Vantin si lasciò sfuggire un colpo di tosse. Le enormi cosce divaricate della peripatetica sembravano due bastioni di un castello, e come gli era già capitato nel perdersi sotto il peso soffocante di quel lardo, s'immedesimò nelle gesta di Guglielmo il Conquistatore, re d'Inghilterra e duca di Normandia.

Sotto il drago del Wessex, la roccaforte sassone era in una posizione inespugnabile, arroccata sopra un morbido pendio. La fanteria normanna caricò l'ampio portone del castello, mentre con una finta ritirata della cavalleria, portò una parte dei sassoni all'inseguimento del nemico. La formazione assediata aveva lasciato un varco in cui si gettò la cavalleria assediante, che era tornata indietro con grande lungimiranza tattica. I sassoni combatterono a lungo resistendo strenuamente, anche dopo la morte del loro re Aroldo, colpito in un occhio da una freccia, ma infine furono sopraffatti; Guglielmo stava per levarsi vittorioso, quando parte di una torre pericolante, forse indebolita dalle azioni di guerra, gli franò rovinosamente sul capo, facendogli perdere conoscenza.

Alle 18.25, la puttana, puntuale se n'era andata.
Quando Philip Vantin riapre gli occhi, c'è solo lui e Dio. Cioè, lui ed io. Insomma, c'è Vantin, e ci sono io, Dio. Debbo specificarvi, a scanso di equivoci, che volendomi manifestare in incognito, io (Dio) che tutto posso, sono penetrato nel subconscio di Philip Vantin, cogliendolo nel bel mezzo delle sue gesta erotiche. Insomma, ho posseduto Vantin - non è prerogativa di Satana, sono capacissimo di possedere anch'io - e l’ho fatto esclusivamente perché ho bisogno di uno scrittore fallito che mi faccia da ghost writer.

Come tutti voi spero saprete, io sono lo scrittore più celebre del mondo. La Bibbia, il mio più grande successo, è il libro che ha venduto più copie in assoluto, anche meglio di Harry Potter. L'esemplare a 42 linee del 1455 è uno dei libri più costosi mai pubblicati, non lo dico per tirarmela. Tutto l'Antico Testamento è roba mia, credo di essermi davvero superato col Cantico dei Cantici...
Mi spiego? Un giorno mi sveglio, avevo questa storia buttata lì, ne avevo parlato solo con Lucifero il giorno prima... Scendo sulla terra, seleziono due o tre scribi del IV secolo Avanti-mio-figlio, questi riempiono qualche papiro e via, un successo che c'è da rimanerci stronzi. Ecco perché in quegli anni mi montai un po’ la testa: aprii le acque, scagliai le locuste eccetera. Un atteggiamento infantile, a pensarci bene. Nei secoli successivi ho sempre deciso di tenere un basso profilo, di essere più riservato. Anche il sequel della Bibbia, quel Nuovo Testamento basato sulle avventure di mio figlio, beh, l'ho lasciato scrivere ai quattro Evangelisti, non m’interessava più quella roba della religione. Avevo voglia di scrivere un poliziesco, o magari un libro di fantascienza. E così mi ci son messo d'impegno.

Ho vissuto alcuni anni in Cornovaglia, in una fattoria. Completamente isolato, aria fresca, cibo sano. Mi alzavo alle cinque del mattino e facevo un po’ di jogging, e il bello era che nessuno in paese mi riconosceva. Così potevo andare giù alla bottega, comprare il giornale e un brick di Tavernello, scambiare due chiacchiere sulle previsioni del tempo con la merciaia, e non c’era nessuno che mi rompeva i coglioni con frasi come “Tu sei Dio, quello del Diluvio Universale, riesci a far piovere, domani pomeriggio?”, oppure “T’immaginavo più grasso, e con la barba bianca, molto più simile a Babbo Natale o a Orson Welles!”
Ho fatto uscire "Capitan Detective Laser" con lo pseudonimo di G. Odd. Un fiasco colossale. Eppure c'erano delle trovate interessanti, la stessa resurrezione del magistrato McDuff era molto simile a quella di Lazzaro, e l'idea è venuta prima a me che a San Giovanni.
Demoralizzato dal flop editoriale di quello che consideravo un prodotto ancora migliore della Bibbia, per un po' ho accantonato la scrittura, e mi sono dato alla decorazione dei sassi, al découpage su legno e all'intarsio. Se qualcuno dice che son cose da froci, lo fulmino all'istante, Zeus non ha l’esclusiva, sono capacissimo di farlo anch'io.

Sono mesi però che mi gira per la testa una bella trama per una spy story. Penso che potrebbe essere l'occasione buona per uscire dal mio esilio volontario, per rimettermi finalmente in gioco. È tempo per un secondo best seller targato "Dio".

Dopo aver dettato per filo e per segno la trama a Philip Vantin, attenderò con pazienza che riversi su carta l'intera opera. Gli farò rileggere a voce alta capitolo per capitolo, ammonendolo con durezza qualora vi sia un errore grammaticale o di sintassi.

Rammentate che sono un dio ebraico, severo ma giusto: riconoscerò i giusti meriti a Vantin, e lo ricompenserò con una parte degli incassi. Riutilizzerò qualcuno dei miei migliori personaggi, come re Salomone e Noè - che reputo molto ben caratterizzati - e inoltre ho pensato bene di far tornare Mosè, che nel mio primo libro moriva nel deserto. Si scoprirà che in realtà era solo stato colpito di striscio da un dardo di balestra. “Spia di Passione” uscirà in tutte le migliori librerie a giugno di quest’anno: mi raccomando, andate e compratelo tutti. Se avete apprezzato “La Bibbia”, non resterete delusi… La trama è sempre delirante e surreale e i personaggi sono altrettanto inverosimili. Questa volta però, ci tengo a dissociarmi da eventuali polemiche che, già lo so, scaturiranno dopo la pubblicazione. Alludo a roghi, guerre sante, intolleranza e violenza intorno ad un semplicissimo, seppur ben scritto, romanzo di fantasia!



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