"By Jove, un pelo
pubico della Regina nel mio the delle 17.00"
Philip Vantin si sforzò di
celare una smorfia di disgusto, mentre intingeva la zolletta di zucchero nel
liquido bollente, in mezzo al quale galleggiava quel pelo torto e scuro.
Ovviamente, la proprietaria dell’oggetto galleggiante appena identificato non
era Sua Maestà la Regina Elisabetta, bensì Regina Elisabetta, un transessuale
che frequentava lo stesso lupanare in cui il devoto suddito albionico era venuto
a soddisfare le sue inconfessabili pruderie.
Dopo aver rimosso il villo
dalla tazzina, Philip Vantin si concesse un attimo ancora per pensare alla sua
amata Monarchia. Certo, se si fosse trattato di un pelo di Sua Altezza, lui
l'avrebbe succhiato voluttuosamente, come si fa con uno spaghetto al sugo di
pomodoro. Dal letto adiacente, l'enorme focena che aveva noleggiato fino alle
18.25 emetteva grida trillanti.
"Amò, vieni, che sono
tutta avvampata!"
Occorre che sappiate, cari
lettori, che Philip Vantin era un modesto scribacchino. Appassionato di
fantascienza e poliziesco, tra i suoi lavori più recenti vi erano romanzetti
tascabili come "Sette per l'infinito contro gli squali martello galattici
da un'altra dimensione spaziotemporale", "Macchinazione sovietica
nell'isola delle svastiche giganti" eccetera. Una professione che gli
permetteva appena di pagare il suo dignitoso appartamento, il cibo per il gatto
e di rinnovare la tessera d'iscrizione all'Argonauts Club. Con la diretta
conseguenza che per le puttane rimanevano solo gli spiccioli... Comparando peso
/ convenienza in termini di sterline, Philip Vantin era sicuro di fare sempre
la scelta giusta, nell'accaparrarsi le battone più obese e più a buon mercato. Forte
delle sue convinzioni, si trovava quindi di fronte al più grasso corpo di
femmina da meretricio, o per meglio dire di balena arenata.
Philip Vantin si lasciò
sfuggire un colpo di tosse. Le enormi cosce divaricate della peripatetica
sembravano due bastioni di un castello, e come gli era già capitato nel
perdersi sotto il peso soffocante di quel lardo, s'immedesimò nelle gesta di
Guglielmo il Conquistatore, re d'Inghilterra e duca di Normandia.
Sotto il drago del Wessex, la roccaforte sassone
era in una posizione inespugnabile, arroccata sopra un morbido pendio. La
fanteria normanna caricò l'ampio portone del castello, mentre con una finta
ritirata della cavalleria, portò una parte dei sassoni all'inseguimento del
nemico. La formazione assediata aveva lasciato un varco in cui si gettò la
cavalleria assediante, che era tornata indietro con grande lungimiranza
tattica. I sassoni combatterono a lungo resistendo strenuamente, anche dopo la
morte del loro re Aroldo, colpito in un occhio da una freccia, ma infine furono
sopraffatti; Guglielmo stava per levarsi vittorioso, quando parte di una torre
pericolante, forse indebolita dalle azioni di guerra, gli franò rovinosamente
sul capo, facendogli perdere conoscenza.
Alle 18.25, la puttana,
puntuale se n'era andata.
Quando Philip Vantin
riapre gli occhi, c'è solo lui e Dio. Cioè, lui ed io. Insomma, c'è Vantin, e ci
sono io, Dio. Debbo specificarvi, a scanso di equivoci, che volendomi
manifestare in incognito, io (Dio) che tutto posso, sono penetrato nel
subconscio di Philip Vantin, cogliendolo nel bel mezzo delle sue gesta
erotiche. Insomma, ho posseduto Vantin - non è prerogativa di Satana, sono
capacissimo di possedere anch'io - e l’ho fatto esclusivamente perché ho
bisogno di uno scrittore fallito che mi faccia da ghost writer.
Come tutti voi spero saprete,
io sono lo scrittore più celebre del mondo. La Bibbia, il mio più grande
successo, è il libro che ha venduto più copie in assoluto, anche meglio di
Harry Potter. L'esemplare a 42 linee del 1455 è uno dei libri più costosi mai
pubblicati, non lo dico per tirarmela. Tutto l'Antico Testamento è roba mia,
credo di essermi davvero superato col Cantico dei Cantici...
Mi spiego? Un giorno mi
sveglio, avevo questa storia buttata lì, ne avevo parlato solo con Lucifero il
giorno prima... Scendo sulla terra, seleziono due o tre scribi del IV secolo
Avanti-mio-figlio, questi riempiono qualche papiro e via, un successo che c'è
da rimanerci stronzi. Ecco perché in quegli anni mi montai un po’ la testa: aprii
le acque, scagliai le locuste eccetera. Un atteggiamento infantile, a pensarci
bene. Nei secoli successivi ho sempre deciso di tenere un basso profilo, di essere
più riservato. Anche il sequel della Bibbia, quel Nuovo Testamento basato sulle
avventure di mio figlio, beh, l'ho lasciato scrivere ai quattro Evangelisti,
non m’interessava più quella roba della religione. Avevo voglia di scrivere un
poliziesco, o magari un libro di fantascienza. E così mi ci son messo
d'impegno.
Ho vissuto alcuni anni in
Cornovaglia, in una fattoria. Completamente isolato, aria fresca, cibo sano. Mi
alzavo alle cinque del mattino e facevo un po’ di jogging, e il bello era che
nessuno in paese mi riconosceva. Così potevo andare giù alla bottega, comprare
il giornale e un brick di Tavernello, scambiare due chiacchiere sulle
previsioni del tempo con la merciaia, e non c’era nessuno che mi rompeva i
coglioni con frasi come “Tu sei Dio, quello del Diluvio Universale, riesci a
far piovere, domani pomeriggio?”, oppure “T’immaginavo più grasso, e con la
barba bianca, molto più simile a Babbo Natale o a Orson Welles!”
Ho fatto uscire
"Capitan Detective Laser" con lo pseudonimo di G. Odd. Un fiasco
colossale. Eppure c'erano delle trovate interessanti, la stessa resurrezione
del magistrato McDuff era molto simile a quella di Lazzaro, e l'idea è venuta
prima a me che a San Giovanni.
Demoralizzato dal flop
editoriale di quello che consideravo un prodotto ancora migliore della Bibbia,
per un po' ho accantonato la scrittura, e mi sono dato alla decorazione dei
sassi, al découpage su legno e all'intarsio. Se qualcuno dice che son cose da
froci, lo fulmino all'istante, Zeus non ha l’esclusiva, sono capacissimo di
farlo anch'io.
Sono mesi però che mi gira
per la testa una bella trama per una spy story. Penso che potrebbe essere
l'occasione buona per uscire dal mio esilio volontario, per rimettermi
finalmente in gioco. È tempo per un secondo best seller targato
"Dio".
Dopo aver dettato per filo
e per segno la trama a Philip Vantin, attenderò con pazienza che riversi su
carta l'intera opera. Gli farò rileggere a voce alta capitolo per capitolo,
ammonendolo con durezza qualora vi sia un errore grammaticale o di sintassi.
Rammentate che sono un dio
ebraico, severo ma giusto: riconoscerò i giusti meriti a Vantin, e lo
ricompenserò con una parte degli incassi. Riutilizzerò qualcuno dei miei
migliori personaggi, come re Salomone e Noè - che reputo molto ben
caratterizzati - e inoltre ho pensato bene di far tornare Mosè, che nel mio
primo libro moriva nel deserto. Si scoprirà che in realtà era solo stato
colpito di striscio da un dardo di balestra. “Spia di Passione” uscirà in tutte
le migliori librerie a giugno di quest’anno: mi raccomando, andate e compratelo
tutti. Se avete apprezzato “La Bibbia”, non resterete delusi… La trama è sempre
delirante e surreale e i personaggi sono altrettanto inverosimili. Questa volta
però, ci tengo a dissociarmi da eventuali polemiche che, già lo so,
scaturiranno dopo la pubblicazione. Alludo a roghi, guerre sante, intolleranza
e violenza intorno ad un semplicissimo, seppur ben scritto, romanzo di
fantasia!

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